Edizione 2019

13/14/15 Settembre 2019
LE RADICI NEL CIELO

Ci ispiriamo all’idea di intessere radici per generare relazioni fra il Luogo e la totalità-mondo (intesa secondo Edouard Glissant), la quale non è un insieme totalitario, ma il suo opposto, nella diversità che, paradossalmente, le fa da collante.

Quello che qui succede non è una ricerca delle ragioni di un sentirsi appartenere, ma piuttosto una conversazione a proposito dell’appartenere. A un discorso scientifico, cui appartiene una tendenza all’universale, ne preferiamo uno narrativo, comprensivo e umano, capace di dare importanza ai particolari che distinguono le masse e fanno dei valori di identità e individualità dei valori intesi nella loro accezione positiva.

L’identità, per Glissant, era dunque costitutivamente una relazione, un’apertura all’altro, un luogo di scambio tra il «medesimo» e il «diverso», e in cui ciò che conta è il nodo, la maniera in cui si entra in contatto con gli altri. Non, dunque, un’identità evanescente, un’abdicazione del soggetto, perché pur respingendo l’idea di una radice totalitaria Glissant ne rivendicava comunque il radicamento nel luogo, vera e necessaria condizione per l’apertura al «caos-mondo».